Viola. Li aveva sempre costretti ad essere più sinceri con sè stessi, e li aveva costretti sempre troppo presto e troppo in fretta.
Per Viola, molto prima di essere dei compagni, gli amici erano dei pazienti.
A diciassette anni aveva guarito Andrei il russo.
“Fanculo”, le aveva detto lui. Era esasperato da una serata di insolenze, spossato. “Ti amo”, le aveva risposto lei, seria. “Anch’io!”, aveva ribattuto lui con gli occhi di fuori, inorridito dalla sua stessa sincerità. “Scherzavo”, gli aveva riso lei in faccia. “Fancculoooooo”, le aveva gridato lui sputando: era allo stesso tempo in trappola ma completamente libero, finalmente. “Arrivederci”, aveva detto lei, voltandosi verso il distributore e la strada di casa.
Pochi passi più in là, tagliando di traverso tra le pompe, sfiorando la colonnina del self-service, era riuscita a sfilarsi i guanti di lattice. Aveva pianto per un solo istante, incapace di gestire la propria aggressività. Aveva riso un pò, la biopsia era riuscita. Aveva pianto ancora, per ore. Innamorata.
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3 Comments
MA CHE DROGHE TI FAI ATTì!!?!?!?
quelle buone
… mi piace… per me niente droghe ma solo deliri di febbre…